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  19/04/2007
300 - Come rovinare un buon fumetto con una licenza cinematografica
Articolo di Riccardo Pieruccini

300 deve le sue origini a un piccolo flashback in “Sin City - Affari di Famiglia” di Frank Miller nel quale lo stesso, forse
300 © Frank Miller / Lynn Varley
inaspettatamente, ha posto le basi per questa piccola pietra miliare della storia del fumetto.
Vi si narra la Battaglia delle Termopili secondo la prospettiva di Leonida I, re di Sparta. Il fumetto è stato ispirato particolarmente dal film del 1962 L'Eroe di Sparta, che Miller ha visto quando era ragazzo.

Lo stile artistico di Miller in questo progetto è simile al suo Sin City, sebbene l'aggiunta del colore da parte di Lynn Varley, produca esiti grafici assai differenti.
300 è stato prima distribuito in cinque albi mensili della Dark Horse Comics, pubblicati nel maggio 1998, e successivamente racolto in volume.
Con questa storia Miller ha vinto un Eisner Awards nel 1999.

  • Il Fumetto

La trama del fumetto è piuttosto elementare e ha i propri punti di forza non in ciò che è narrato, ma in particolare nel “come” la vicenda viene trasmessa al lettore.

La particolarità di Miller, come già visto ne “Il ritorno del Cavaliere Oscuro”, è presentarci un punto di vista non completamente positivo dei personaggi, umanizzandoli con pregi e difetti.

Nella versione a fumetti la sfida di Leonida a Serse non è da vedersi come un atto di giustizia a priori, quanto come un pregevole esempio di difesa dei propri ideali e delle proprie radici.
Leonida si presenta come un sovrano equilibrato e accorato nei confronti del suo Paese, che però a sua volta è rappresentato come una terra dalle leggi severe e a volte disumane.

La figura di Leonida viene maggiormente caratterizzata quando si trova a rapportarsi con i suoi 300 giovani soldati (alcuni neanche arrivati all’età della prima rasatura), coi repellenti Efori (sacerdoti sacri della sua Sparta) o con il disgraziato Efialte (esule di Sparta).
Leonida non combatte solo contro i nemici di Sparta, ma anche contro la corruzione all’interno del suo regno: egli rappresenta qui un’ideale di fermezza e coerenza che trascende il bene o il male assoluti.

Come già visto in Sin City il tratto di Miller, autore molto esperto e smaliziato, prende connotazioni sia eleganti, sia grossolanamente grottesche, a seconda della situazione narrata.
Lo stesso Leonida, ad esempio, è in alcune tavole rappresentato come un severo e austero capofamiglia spartano, mentre in altre assume lineamenti bestiali dati dal fervore della battaglia.
Questo stesso stile grafico porta a estremi come  Serse I raffigurato come un uomo di colore calvo con piercing e il traditore Efialte di Trachis come un gobbo.
Il tutto appare ben miscelato in una storia gradevole con dei picchi di eccellenza, assolutamente meritevole della fama già acquisita prima del lungometraggio.

  • Il Film

Qui arrivano sia note positive, sia note molto dolenti.
La realizzazione tecnica di

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