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  12/01/2009
Ciao Marco
Ciao amico mio

Il 4 gennaio 2009 a Marco moriva di fronte alla disperazione di suo padre.
Per l’operazione c’è tempo” dicevano i medici. Il tempo è finito quel giorno, è scorso via dalle sue vene in quei pochi minuti e Marco non soffrirà più alcuna pena in questo spicchio di realtà.

Parecchi di voi non hanno idea di chi fosse Marco e non possono quindi avere alcun sentore del perché ne parliamo qui.
Marco era un mio amico e un collaboratore entusiasta di neurocomix.

Marco era un ragazzo timido, chiacchierone e quando beveva un po’ di più era capace di tenerti sveglio fino alle 5 del mattino anche se le tue palpebre erano pesi d’acciaio che tiravano verso il basso.
Non era un granchè come camminatore, dovevi andare a passo di lumaca per non perderlo durante una vasca al corso.
E russava, accidenti quanto. Abbiamo diviso il letto durante Napoli Comicon 2007, il mio timpano ancora ricorda.

Era un colorista Marco, era questo che avrebbe voluto fare. Secondo me era in gamba e anche lui cominciava a crederci. A casa c’era tutto quanto gli occorreva per dare sfogo alla tavolozza che aveva dentro: computer, tavoletta grafica, penne ottiche e tutto quanto l’ambaradan. Gli è mancata l’occasione di esprimersi al meglio, ma sarebbe arrivata se quella fottuta arteria non fosse stata di carta velina.

Era un appassionato Marco, leggeva i fumetti, ma soprattutto andava pazzo per gli illustratori. Ne sapeva moltissimo e me ne ha fatti conoscere parecchi. Aveva una predilezione per gli iperrealisti e si documentava tantissimo su di loro.
Originali e volumi tracimavano dalla sua casa.
Aveva un’ammirazione sconfinata per Alex Ross e per il suo grande amico Simone Bianchi.

Aveva due genitori, Riccardo e Francesca, persone meravigliose che gli sono state accanto in ogni momento della sua vita, che hanno vissuto con lui ognuno dei terribili momenti che ha dovuto affrontare, che hanno vissuto per lui durante più di trent’anni e adesso devono trovare la forza di vivere senza di lui.

Nessuno di quelli che conosco avrebbe affrontato le prove che ha affrontato Marco con altrettanta forza e fiducia nel futuro. Non si scoraggiava mai, affrontava ogni difficoltà come chi sa che il momento passerà e si tornerà in presto in pista.
Ha guardato il dolore e la morte da vicino Marco, non ha mai indietreggiato. Il suo fisico era fragile, ma il suo spirito non aveva eguali.
I suoi amici lo sapevano, gli volevano bene anche per questo.

Il senso di vuoto che avvertiamo è incolmabile.

Ciao Marco, spero che lì dove ti trovi ti diano l’opportunità di prendere in mano i colori e dare un po’ di tono anche quaggiù, ne abbiamo bisogno.

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