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  05/01/2007
Gesù di Nazaret, la storia di un uomo scomodo

Se fossi un religioso non avrei remore a consigliare Gesù di Nazaret, la storia di un uomo scomodo a un ragazzo che volesse
avvicinarsi al vangelo. L’opera di Marco Sonseri (Testi) e Alessandro Borroni (Disegni) sembra fatta apposta per scopi divulgativi.
 
Grazie alla bravura dello sceneggiatore, con linguaggio moderno e tono discorsivo, Gesù in persona parla a chi legge e lo guida alla scoperta del significato del nuovo testamento.

I testi semplici e le metafore immediate, accompagnano il lettore dentro la profondità e la complessità del vangelo, senza aggravi semantici o iperboli linguistiche.

In sette capitoli, il figlio dell’uomo ci parla del valore della solitudine e del silenzio; della robustezza di comportamenti costruiti su solidi valori; dell’importanza dei quattro evangelisti e delle differenze tra loro; della bontà insita nel cercare l’altro da te; del dolore del sacrificio e dello splendore della rinascita.
Ma soprattutto ci parla della forza dell’amore, considerato il sentimento universale, materia prima del creato, elemento fondante di tutte le cose.

I disegni sono solidi ed esplicativi. Il grande formato dona un respiro particolare a queste tavole dal taglio fluido e narrativo.
Il montaggio risulta vario e dinamico e svela parecchie delle potenzialità del disegnatore.

Interessanti e utili risultano i sussidi in appendice che comprendono una cronologia del Nuovo Testamento, una carta della Palestina al tempo di Gesù e una descrizione di Gerusalemme nello stesso periodo.

La postfazione degli stessi autori ci mette al corrente della loro esperienza nel creare un'opera senza dubbio impegnativa.

Nel complesso un’operazione interessante, da valorizzare e ripetere per molti altri argomenti, ma non esente da difetti:

Per quanto riguarda i testi, Marco Sonseri si destreggia bene nella stesura dei monologhi e dei dialoghi. Si percepisce che l’autore è appassionato all’argomento, ma a volte si avverte una certa prolissità che rischia di sfociare nel banale.

Alessandro Borroni è un bravo disegnatore con una solida tecnica, ma dovrebbe forse fare più attenzione a certi particolari. I disegni infatti, risentono della mancanza di continuità nella realizzazione dei volti. Soprattutto il primo piano del viso di Gesù, come è ovvio il più presente nel volume, è spesso disegnato in modo un po’ approssimativo.

I colori, i cui credit non sono presenti nel volume, non sono sempre all’altezza e a volte appiattiscono vasti paesaggi e tavole evocative, ridimensionando così il lavoro del disegnatore.

Discorso a parte merita la grafica di copertina a cura dei grafici ...