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  09/07/2007
Il Commissario Spada
Articolo di Andrea Cantucci

Il Commissario Spada non è un fumetto inedito, eppure per molti questa collana di volumi a lui dedicata avrà quasi il sapore di una
Il Commissario Spada © degli aventi diritto
prima edizione. Le sue avventure furono pubblicate a puntate tra il 1970 e il 1982 su Il Giornalino, un settimanale delle Edizioni Paoline distribuito solo in chiesa, e (anche se qualche episodio era stato ristampato in sporadici e ormai rari volumi), non erano mai state ripubblicate integralmente, nonostante appassionati e critici le citassero più volte in tavole rotonde o articoli sulla storia del fumetto. Per questo l’iniziativa delle case editrici Black Velvet e BD, che lo hanno nuovamente tratto dall’oblio, è particolarmente meritoria.

Ma perché è così importante la serie del Commissario Spada? Diciamo che si tratta di un poliziesco, ma molto più maturo ed adulto rispetto ai polizieschi a fumetti di quello stesso periodo, e forse anche di oggi. La scelta di ambientare le storie in Italia, che pochi autori di fumetti ancora oggi sono disposti a fare, il realismo delle scenografie e dei mezzi di trasporto, accurati fin nei minimi dettagli, il notevole approfondimento psicologico dei personaggi, che diventa il motore portante degli intrecci, la resa grafica di molte soluzioni innovative, sia dal punto di vista delle inquadrature che del montaggio, tutto concorre a fare del Commissario Spada un "caso" nel panorama del fumetto di quegli anni, un "caso" che come spesso succede si deve a una fortunata combinazione di fattori: da una parte il fatto che l’autore dei testi, Gianluigi Gonano, non fosse un professionista del settore ma riversasse nella serie le proprie esperienze e conoscenze di giornalista di cronaca, dall’altra la presenza, come autore dei disegni, di un artista come Gianni De Luca, che dopo una carriera pluriventennale nell’editoria a fumetti e nell’illustrazione, era alla ricerca di nuove sperimentazioni in cui mettere alla prova la propria competenza e versatilità grafica.

Fu proprio con il Commissario Spada che De Luca raggiunse finalmente una certa notorietà tra gli appassionati del settore. Negli anni seguenti diede ulteriori prove della propria tecnica innovativa, il cui punto più alto si può individuare in una trilogia a fumetti tratta da opere di Shakespeare (La Tempesta, Amleto, e Romeo e Giulietta), in cui giunse a eliminare totalmente la divisione in vignette e a far muovere i personaggi su sfondi fissi, come su uno scenario teatrale, sperimentazioni che si sono poi estese anche alla serie del Commissario Spada. Per queste opere De Luca, tra il 1971 e 1989, ha ricevuto il premio Yellow Kid e per ben due volte il premio Anaf.

Invece i meriti dello sceneggiatore, Gianluigi Gonano, forse non sono stati ancora riconosciuti abbastanza. In questi volumi, riparano in parte a questa carenza dei lunghi commenti, in appendice ad ogni storia, in cui lo sceneggiatore stesso rievoca certi retroscena che solo lui potrebbe conoscere su come furono realizzate, come nacque questo o quel personaggio, come fu concepita questa o quella scena, quali difficoltà o ripensamenti subentrarono nel corso

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